ARCATE DI GRECO A MILANO – VELE DI GRECO
ARCATE DI GRECO A MILANO – VELE DI GRECO

Oggetto del concorso: “Arcate di Greco” – Concorso di progettazione in unico grado avente per oggetto le opere di mitigazione ambientale e di riqualificazione delle arcate del viadotto ferroviario esistente e di quello in corso di realizzazione per il collegamento tra la stazione di Milano Centrale con l’aeroporto della Malpensa

Ente banditore: Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. – Direzione Investimenti – Programma Investimenti Direttrice Est-Ovest

Autori: Enrico Bertoletti, Diego Repetto, Diego Imperiale, Giuliana Morisano, Massimo Giuntoli e Marco Alliaud

Anno: 2006

Posizione: Progetto partecipante

Descrizione:

L’idea fondante del progetto è quella di avvolgere con delle “vele” fonoassorbenti il ponte per garantire una risposta al tema del concorso. Da qui l’idea stessa si evolve immaginando di proseguire nell’uso della vela e del vetro anche per la definizione degli elementi di chiusura dei sottostanti volumi. Ecco prendere vita un sistema di trasparenze all’interno del quale si scoprono piani e soppalchi colorati, in acciaio e vetro, che creano un filo conduttore tra la funzione stessa del ponte – di cui riprendono gli elementi costruttivi – e la necessità di por- re lo stesso al centro della vita del quartiere. Il viadotto non è più un elemento di disturbo, ma il luogo in cui gli abitanti si riconoscono e si pongono in comunicazione con il resto della città in un gioco di elementi multipli e sempre differenti, scoprendo spazi per la ristorazione, per l’intrattenimento, per le arti visive, per associazioni culturali e locali per l’aggregazione che, come già acca- de per i Murazzi di Torino – caso unico in Europa – funzioni, 365 giorni l’anno, da polo di attrazione e inter- scambio di culture attraverso l’esaltazione del tempo libero.

Già durante l’elaborazione delle prime fasi della proposta abbiamo deciso di lavorare nella direzione di contrapporre alla rigidità del manufatto, rigidità che bene si coniuga con il design delle macchine ferroviarie coeve alla costruzione dello stesso, una nuova flessibilità – morfologica e materica – altrettanto rigorosa, ma anti- cartesiana, di tipo plastico, capace di rappresentare (e raccontare) la complessità del sistema dell’intera area. L’architettura delle barriere fonoassorbenti e del sistema di tamponamento dei fornici, così come quello di tutte le nuove parti, impiega – con rigore e attenzione – un linguaggio volutamente organico e plastico, reso morbi- do e accogliente dall’uso dei nuovi materiali e dalle trasparenze che questi realizzano. Un sistema di “vele” disegna un mare popolato da elementi di metallo e superfici traslucide che, in contrapposizione dialettica con il rigore della fabbrica preesistente, segnala al visitatore le logiche formali e organizzative del progetto, che si sveleranno nel percorrere i nuovi spazi.

ARCATE DI GRECO A MILANO – VELE DI GRECO

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